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Monica Miselli
Nutrizionista Esperta in Naturopatia




Ricevo a Carpi - Poliambulatorio Privato Gamma - via Carlo Marx, 99
I miei articoli
21/04/2015, 17:52

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Mio-articolo-su-Il-Tempo’-venerdì-21--Novembre--2014


 Il chiacchierato film Hungry hearts ha portato al cinema per la prima volta lo stile vegan. In che cosa consiste il veganesimo?



Vegano o vegetariano sono sinonimi. 
Bisogna innanzitutto distinguere il pensiero filosofico del Veganesimo dall’alimentazione Vegan. In quanto il pensiero filosofico non implica solo l’eliminazione dalla propria alimentazione di cibi animali ma ha anche lo scopo di non partecipare allo sfruttamento, l’uccisione e alla sperimentazione sugli animali, alla caccia e così via. Un vegano etico pertanto rifiuta l’idea che l’uomo abbia il diritto di disporre della vita degli altri animali come meglio crede, quindi rifiuta il consumo di ogni tipo di carne (compresa la carne delle creature marine, ovvero pesce, crostacei e molluschi), latte e derivati, uova, miele e altri prodotti delle api, anche quando presenti in forma di ingredienti in altri alimenti, come prodotti da forno preparati con strutto, pasta all’uovo o brodo di carne. Un vegano etico inoltre indossa solo capi in fibre vegetali e sintetiche, usa cosmetici e prodotti per la pulizia della casa non testati su animali e possibilmente privi di ingredienti di origine animale e in generale evita l’acquisto di altre merci con parti animali (come divani in pelle, tappeti in pelliccia, ornamenti in avorio, oggetti in osso, pennelli in pelo animale, ecc.).Invece Il Veganesimo come lo intende invece la maggior parte delle persone è riferito solo all’eliminazione dalla propria alimentazione di qualsiasi tipo di cibo animale (carne, pesce, uova, latte e tutti i loro derivati come formaggio e burro.....). Le proteine vengono quindi introdotte solo attraverso cibi vegetali (cereali, legumi, frutta, verdura, semi oleosi e frutta secca).

Un’alimentazione vegana è sana per il nostro organismo? 
Il veganesimo come tutti gli estremismi a mio parere è una forzatura della natura, anche perché essere vegano e sano è molto più difficile che essere un onnivoro sano in quanto per introdurre tutti i nutrienti necessari attraverso cibi esclusivamente vegetali bisogna porre molta attenzione sia alle quantità che alla qualità del cibo.Ad esempio per introdurre 1 g di proteine si devono introdurre o 100 g di frutta o 50 g di verdura o 7,5 g di cereali integrali o 5,8 g di frutta secca o 4,3 g di legumi secchi. Il fabbisogno di proteine varia da 0,5 a 1 g di proteine per kg di peso corporeo. Ma attenzione le proteine vegetali non contengono tutti gli aminoacidi nelle proteine animali.Se la natura ci avesse fatto vegani non dovremmo stare attenti ad alcuni nutrienti che l’organismo non riesce a sintetizzare da solo e che troviamo solo nei cibi animali (ad esempio la Vitamina B12, anche se gli assertori di questo tipo di alimentazione riferiscono che nell’antichità l’uomo era in grado di sintetizzare nel nostro intestino tale vitamina come oggi ancora succede per la vitamina K) ma il fatto è che oggi il nostro intestino non è più in grado di sintetizzarla.Le 2 più prestigiose associazioni di nutrizionisti al mondo, l’American Dietetic Association ed i Dietitians of Canada, affermano che le diete vegetariane correttamente bilanciate sono salutari ed adeguate dal punto di vista nutrizionale. Una dieta vegetariana, intesa come latto- ovo-vegetariana, è in grado di soddisfare le raccomandazioni correnti per i nutrienti chiave per i vegetariani, compresi le proteine, il ferro, lo zinco, il calcio, la vitamina D, la riboflavina, la vitamina B12, la vitamina A, gli acidi grassi omega-3 e lo iodio a patto che si riducano anche i cibi che tolgono nutrienti al corpo come cereali raffinati, bevande gassate e zuccherate, alcolici, sale, zuccheri in genere...Per i latto-ovo-vegetariani l’unica carenza realisticamente ipotizzabile è quella di ferro (che comunque è una carenza molto comune nelle donne in età fertile, indipendentemente dal tipo di dieta seguito).
Solo se la dieta latto-ovo-vegetariana non è bilanciata correttamente è possibile incorrere in qualche carenza alimentare. Vale la pena di sottolineare che queste carenze sono facilmente risolvibili modificando qualche elemento della dieta e che raramente richiedono l’uso di integratori.

Per i vegani è opportuno seguire qualche regola in più. È essenziale introdurre nella propria alimentazione una fonte affidabile di vitamina B12. Perché la carenza di vitamina B12 costituisce l’unico reale rischio per la salute di un’alimentazione vegana, e deve essere conosciuta al fine di poterla prevenire, anche se la sintomatologia clinica necessita di alcuni anni per iniziare a manifestarsi. Va quindi pianificata, al momento della scelta dietetica, anche l’assunzione regolare e continuativa di una fonte affidabile di questa vitamina. Oltre che per gli integratori si può optare anche per il latte di soia o i cereali fortificati con questa vitamina. Per i vegani le possibili ma infrequenti carenze alimentari riguardano ferro, iodio, zinco, calcio e acidi grassi della famiglia omega-3.

Alcuni vegani diventano crudisti: di cosa si stratta? A lungo andare un regime alimentare di quel tipo può comportare delle conseguenze nefaste?
La dieta crudista vegana è costituita da alimenti di origine vegetale non trasformati. I cibi non possono essere esposti a temperature superiori a 40 °C. I piatti tipici di questa dieta comprendono frutta, verdura, noci, semi, cereali e legumi germogliati. È una alimentazione altamente limitante specialmente dal punto di vista conviviale spesso chi sceglie questo tipo di alimentazione appartiene a gruppi specifici con convinzioni molto estremiste.

Il crudismo è una forma ortoressia di alimentazione che promuove il solo impiego di cibi non cotti. Si tratta di una forma semplicistica di approccio salutistico con cui si evidenziano gli svantaggi della cottura dei cibi, senza capirne i vantaggi. I presunti vantaggi salutistici del crudismo non sono mai stati dimostrati scientificamente. Sostanzialmente il crudismo nasce da un’esagerata paura che un’alimentazione non ottimale possa condurre a seri problemi di tipo organico; non a caso, una citazione che i crudisti amano ripetere è tratta da un testo del Mahatma Gandhi (Regime e riforma alimentare): "Per liberarsi da una malattia, occorre sopprimere l’uso del fuoco nella preparazione del pranzo".Come già accennato in precedenza, la dieta crudista è un regime alimentare decisamente sbilanciato (è una dieta iperglicidica) che spinge al consumo di notevoli quantità di frutta e di verdure crude; queste indicazioni costringono il soggetto a sottostare alle inevitabili stagionalità di determinati cibi nonché alla tipologia dei cibi stessi (mangiare patate o rape crude non sembra il massimo... ). Di fatto, in un regime crudista, si ha l’abolizione di tutti gli alimenti industriali e di tutti i prodotti da forno. Inoltre, dal momento che devono essere mangiati crudi per i crudisti onnivori si ha anche una forte limitazione del consumo di carni e pesci.Problemi della dieta crudista possono derivare dalla contaminazione dei cibi da parte di moltissimi microrganismi patogeni quali, per esempio Saalmonella, Escherichia Coli, Clostridium botulinum ecc.. che vengono elimianti con la cottura.Peraltro, se in molti casi è vero che la cottura può ridurre il contenuto vitaminico o quello minerale dei cibi, in altri casi la questione è rovesciata; la cottura dell’uovo, per esempio, elimina l’avidina che, legandosi alla biotina (nota anche come vitamina B8) ne impedisce la biodisponibilità, mentre la cottura dei cereali integrali e dei legumi elimina l’acido fitico che si oppone all’assorbimento di diversi minerale.

A una coppia di genitori vegani o vegetariani consiglierebbe di alimentare il proprio bambino in modo onnivoro oppure no?
Bisogna distinguere tra vegani e vegetariani. Ai primi sconsiglierei in tutti i modi di nutrire il bimbo in modo vegano, mentre una nutrizione vegetariana se ben composta anche per i bimbi più piccoli non comporta deficit di alcun tipo, anche perché di solito chi segue una dieta vegetariana come stile di vita allatta al seno anche fino ai 2-3 anni di vita del bambino.

Vegetariani, vegani o "carnivori": cosa è meglio per il nostro corpo?
Il buon senso deve sempre vincere su tutte le credenze e su tutto quello che ci viene detto. Quindi tutto può andare bene se fatto con buon senso e conoscenza, certo è che se la natura ci avesse fatto vegani una tale alimentazione non dovrebbe causare carenze nutritive che devono essere gestite con integratori creati dall’uomo e non dovrebbe essere il frutto di calcoli precisi ed analisi del sangue per essere sicuri di introdurre ciò che è necessario. In natura l’animale non pensa a quanto e cosa deve mangiare ma semplicemente si nutre in modo istintivo e naturale.Da sempre l’uomo è stato onnivoro e quindi una piccola quantità di proteine animali del giusto tipo non fa assolutamente male.A chi proprio non riesce - o non vuole - rinunciare alla carne, può dare alcuni consigli? Quante volte alla settimana si possono consumare proteine animali?Se non si vuole rinunciare alla carne si deve prima di tutto considerare il tipo di carne perché è molto diverso mangiare salame, pancetta, salsiccia, costine, braciole o carne bianca e tagli di carne rossa magri (filetto o la semplice fettina).Quindi la cosa migliore sarebbe optare per la carne vera e propria e con pochi grassi e lasciare alle occasioni speciali la carne molto grassa. Lavorata industrialmente, gli insaccati e i salumi.Quante volte dipende quindi dalla qualità e dalla quantità in linea di massima si ritiene che 2-3 volte a settimana sia accettabile (considerando 2 di carne bianca e 1 tra insaccati o carne rossa)

Quali le controindicazioni di un’alimentazione troppo ricca di carne?
Tante tantissime dal più comune colesterolo alto, all’acido urico alto, steatosi epatica a patologie più problematiche come molti tipi di tumori dallo stomaco all’intestino retto, patologie cardiovascalori, aterosclerosi, stipsi, artrite, reumatismi, calcoli renali. Assunzione di nitriti, nitrati e nitrosammine prodotti cancerogeni presenti negli insaccati.

Spopolano le diete iperproteiche: quali sono gli effetti più gravi derivanti dal seguire a lungo diete di quel tipo?
Prima di tutto è molto dipendente dal tempo in cui la si segue per brevi periodi (2-4 giorni) nulla fa male ma se protratta per periodi più lunghi può determinare ipercolesterolemia, dolori articolari, intossicazione del fegato, perdita di memoria, difficoltà di concentrazione, stanchezza, debolezza, perdita di capelli e tutti i problemi derivanti da una alimentazione ricca di proteine animali.Tutto questo perché è un tipo di alimentazione totalmente innaturale, ricca di tutti quei nutrienti che portano a patologie come proteine animali, grassi saturi, sale, aromi, coloranti, conservanti, additivi. Troppo ricca di proteine e scarsissima (se non addirittura assenti nei primi periodi) di carboidrati fonte di energia ma più di tutto carente di sali minerali, vitamine, oligoelementi antiossidanti e molti altre sostanze che sono alla base del nostro metabolismo della lotta contro le malattie e quindi alla base del nostro benessere psicofisico.Questo tipo di diete anche se in un primo momento fanno dimagrire quando si torna a una alimentazione normale si ingrassa molto più di prima perché il corpo reagisce a questa eccessiva privazione proteggendosi accumulando grasso per affrontare un’altra eventuale "carestia" perché è così che il corpo sente ogni dieta che facciamo come una carestia, e l’unica cosa che ci protegge dalla malnutrizione di una successiva carestia (dieta) è il grasso che riesce ad accumulare.
Come ultima cosa ma non meno importante è che le persone affrontano questo tipo di alimentazione leggendo un libro senza avere la ben che minima conoscenza dei problemi che possono derivare, di come fare a colmare le eventuali carenze o eccessi, perché si sa che chi scrive un libro tira l’acqua al suo mulino e non parla dei possibili effetti negativi ma solo di quelli positivi, altrimenti che senso avrebbe scrivere quel libro..... 



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Monica Miselli - Nutrizionista
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