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Monica Miselli
Nutrizionista Esperta in Naturopatia




Ricevo a Carpi - Poliambulatorio Privato Gamma - via Carlo Marx, 99
I miei articoli
10/10/2016, 19:04

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Siamo-sempre-più-grassi


 



Edito su Il Tempo Ottobre 2016


In Provincia di Modena si stima che ci siano oltre 16mila bambini e ragazzi nella fascia d’età 1-14 anni in sovrappeso e quasi 6mila obesi. Tra gli adulti va anche peggio: oltre un terzo dei modenesi tra i 18 e i 69 anni è sovrappeso e uno su dieci è obeso. Da dove bisogna partire per contrastare l’obesità infantile? Quali sono le regole più importanti da rispettare a tavola? A rispondere è la nutrizionista carpigiana Monica Miselli

Nella provincia di Modena il 46% delle persone tra i 18 e i 69 anni è in eccesso ponderale, in particolare il 33% è sovrappeso e il 13% obeso. La prevalenza è maggiore nei maschi e l’eccesso di peso cresce al diminuire della scolarità. E’ quanto si evince dalla fotografia tracciata da Passi, il sistema di sorveglianza coordinato dal Cnesps dell’Istituto superiore di sanità che monitora lo stato di salute delle popolazione adulta italiana, attraverso la rilevazione di abitudini e stili di vita. Dall’indagine Okkio alla Salute 2014, sempre coordinata dal Cnesps, che ogni due anni indaga anche alcuni comportamenti nei bambini della classe terza della scuola primaria, emergono dati a dir poco allarmanti: il 24% degli alunni di 8-9 anni della provincia di Modena è sovrappeso e l’8,7% è obeso; l’eccesso di peso interessa quindi quasi un bambino su tre. Si stima che nel nostro territorio, su circa 100mila bambini e ragazzi nella fascia d’età 1-14 anni, oltre 15mila siano in sovrappeso e quasi 6mila obesi. Ma perché bambini e adulti diventano sempre più grassi? A rispondere è la nutrizionista carpigiana Monica Miselli: "i fattori sono molteplici ma le principali cause a cui imputare questo fenomeno così preoccupante possono essere riassunte nella sedentarietà e nella cattiva qualità del cibo che mangiamo. Il poco tempo libero, per il troppo lavoro o i tanti impegni famigliari, e la scarsa voglia di muoversi oggi la fanno da padroni, per contro aumenta in modo esponenziale la quantità di cibo industriale, confezionato, che contiene molti grassi, zuccheri, additivi, conservanti e coloranti. Sempre più persone anche le cosiddette "casalinghe" non cucinano più, non dedicano il tempo necessario alla scelta e alla preparazione corretta dei cibi, fidandosi e affidandosi al cibo già pronto che spesso ha solo il nome di cibo "salutare", ma di sano ha ben poco".

Dottoressa qual è il segreto di una buona alimentazione?
"Basterebbe una semplicissima regola. Mangiare per l’80-90% della nostra alimentazione il cibo creato dalla natura (cereali integrali, carne, pesce, legumi, frutta, verdure, frutta secca e semi oleosi e bere acqua naturale) e lasciare solo al 10-20% il cibo creato dall’industria alimentare  (pane e pasta raffinati, cracker, pane in cassetta, salumi, affettati, carni lavorate e trasformate, formaggi, dolci, zuccheri e dolcificanti, alcolici, succhi di frutta), e limitare a occasioni eccezionali il "cibo spazzatura"  bevande gassate e dolcificate, dolcificanti artificiali, fritti, hot dog, hamburger...".

Vi sono vizi - come ad esempio un bicchiere di vino a pasto - che possiamo concederci? Quali invece i peccati di gola a cui sarebbe meglio rinunciare?
"Niente fa male o bene in senso assoluto, tutto dipende dalla quantità che ne introduciamo e dalla periodicità (cioè quante volte al giorno o alla settimana introduciamo quel determinato cibo) e dal nostro stile di vita in generale. Perché mangiare una costata di manzo con patate arrosto e un bicchiere di buon vino o una bella fetta di torta alla fine del pasto o un mega gelato una volta ogni tanto avendo una vita attiva dove l’attività fisica è intensa e continuativa, non è un problema; il problema c’è se una persona  mangia tutto il cibo sopra citato (ad esempio in un bella cena al sabato sera oppure magari 2-3 volte a settimana) quando l’attività fisica più intensa è usare il telecomando stando in poltrona".

Quali sono le regole più importanti da rispettare a tavola?
"Non saltare mai i pasti e mangiare 5 volte al giorno. Ricordarsi che la colazione è il pasto più importante della giornata nel quale possiamo concederci qualche dolcetto in più. Non cenare mai troppo tardi e non coricarsi subito dopo, e comunque fare una cena leggera: facciamo nostro l’antico detto orientale secondo cui La cena regalala al tuo nemico. Per rimanere vicino a casa i nostri nonni dicevano "Colazione da Re, pranzo da Principe e cena da Povero". Occorre poi masticare benissimo il cibo e gustarlo anche con gli occhi e l’olfatto. E’ saggio alzarsi da tavola con un po’ di fame (il senso di sazietà non arriva mai prima dei 20 minuti e se mangiamo in 5 minuti il nostro cervello non registra nemmeno di aver mangiato) e, infine, nutriamoci di cose "sane" e cucinate con pochi grassi".

Quella mediterranea è una dieta sana, equilibrata: come la globalizzazione del cibo ci sta allontanando dai suoi dettami compromettendo al contempo la nostra salute?
"Prima di tutto dobbiamo chiarire cosa intendiamo per dieta mediterranea perché su questo tema regna un po’ di confusione! La vera dieta mediterranea non è quella che si fa in Italia oggi, ma quella dei nostri nonni ricca di cereali integrali, legumi, frutta, verdura e un buon olio extravergine di oliva spremuto a freddo. Carne e pesce erano occasionali e ancor di più i dolci (rigorosamente fatti in casa). La vera dieta mediterranea è un’alimentazione dove la fanno da padrone cibi semplici e di stagione e conditi in modo sano".

Quali sono gli errori alimentari ricorrenti a cui i genitori dovrebbero prestare attenzione per tutelare la salute dei propri figli? Da dove bisogna partire per contrastare l’obesità infantile?
"Il punto di partenza (e anche il più difficile) è far capire ai genitori che i bambini devono mangiare meglio e muoversi di più. Non ho detto che debbano mangiare meno (alcuni sì, ma non tutti) per molti basterebbe che i genitori si impegnassero a preparare piatti sani e a non cercare scorciatoie sbrigative e pasti pronti. Prima di tutto i bambini dovrebbero muoversi, muoversi e ancora muoversi, perché così si possono permettere di mangiare in modo soddisfacente e perdere peso, nessuno dimagrisce stando davanti alla televisione e ai videogiochi. Gli errori alimentari  più comuni tra i genitori e i nonni di bambini in sovrappeso e obesi sono: non rendersi conto dell’effettivo problema di peso, non vedere che il loro bambino è in sovrappeso o obeso; fare porzioni esagerate (piatti di pasta degni di una persona adulta); eccedere nei condimenti (pasta con panna, burro, salsiccia, maionese...) e nel cibo spazzatura (merendine, caramelle, barrette a base di cioccolato, bevande gassate, hot dog, piatti pronti industriali molto elaborati...); utilizzare il cibo come gratificazione e premio (e non è mai un frutto); saltare la colazione; non inserire  frutta e verdura  nella dieta quotidiana".

E’ vero che i bambini sanno regolarsi da soli con le quantità di cibo?
"No! Non più, non da quando abbiamo cibo "finto" con un’alta palatabilità (cioè buonissimo perchè pieno di zuccheri e grassi), ricco di calorie "vuote" (prevalentemente derivate da grassi e zuccheri), privo di vitamine, oligoelementi, enzimi (cioè micronutrienti le principali sostanze vitali indispensabili per il benessere e la vita stessa). Quindi l’alta concentrazione calorica unita allo scarso o nullo valore nutritivo, rendono questi alimenti delle bombe di piacere per il gusto e dispiacere per il benessere. Inoltre molti bambini, che da soli avrebbero la capacità di regolarsi, si sentono dire la famosa frase: "finisci tutto altrimenti..." e magari il loro piatto è più grande del nostro! Il primo trucco quindi è sempre quello di fare ai nostri figli delle porzioni adeguate alla loro età".

Un’altra cattiva abitudine è quella della monotonia alimentare: per evitare capricci e perdite di tempo, si danno ai figli sempre gli stessi piatti....
"Come ho già detto, il problema non è dei bambini quanto dei genitori che devono dedicare tempo e fantasia nel proporre cibi appetibili e sani per i propri figli, cercando di scoprire insieme a loro nuovi sapori e nuovi modi di gustare cibi che, di primo acchito, non sono molto graditi".

01/01/2016, 17:59

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Dopo i peccati di gola delle festività o come lo chiamo io dopo “il delirio alimentare” rimettersi in forma è un dovere che abbiamo verso il nostro corpo e la nostra mente. Perché come confermano gli ultimi studi di Nutrigenomica tutto ciò che mangiamo influenza l’espressione dei nostri geni e quindi come si costruisce il nostro corpo e la nostra salute. La Nutrigenomica è la scienza che studia come le molecole contenute nei cibi siano in grado di intervenire sul DNA, attivando alcuni geni o al contrario regolandoli negativamente. Cioè ci sono categorie di cibi naturali che aiutano i geni a lavorare in modo ottimale.
Tornando all’argomento “abbuffate” già durante le feste si può fare qualcosa senza aspettare che l’Epifania se le porti via. Ad esempio dopo il pranzo di Natale la cena può essere composta anche solo da una tisana depurativa o digestiva, oppure da un brodo di verdure.
Se invece è la cena ad essere abbondante non si deve mai rimanere digiuno il giorno stesso, ma il giorno dopo i pasti possono essere composti anche solo da verdure più un secondo leggero e gli spuntini possono essere fatti con frutta o tisane. Non si deve rimanere mai a digiuno il giorno stesso della cena abbondante perché si arriverebbe a cena troppo affamati e di conseguenza ci si butterebbe su antipasti, grissini e pane in attesa del primo piatto.
Ma se proprio arriviamo all’Epifania che i peccati di gola hanno avuto la meglio ci possiamo gestire in questo modo:
-    colazione sempre abbondante con cereali integrali e spremute di arance e melagrane (ricche di vitamina C e antiossidanti). Le arance, oltre alla preziosa vitamina C, contengono anche vitamina B e P ed altri sali minerali, e hanno un forte potere antiossidante.
-    spuntini a base di frutta come mele che sono composte per circa l’ 85% di acqua ed aiutano il nostro sistema immunitario grazie a sali minerali come fosforo, calcio, magnesio e vitamine A, B, PP, D ed E.
-    ad ogni pasto inserire verdura cotta e cruda di stagione (ad esempio i cavoli e i broccoli hanno proprietà disintossicanti e antitumorali che riescono a controbilanciare i danni del cibo spazzatura, finocchio che con le sue 9 Kcal/100g ha proprietà sgonfianti, digestive ed essendo molto ricco di fibre da molta sazietà)
-    una cena molto leggera (legumi, verdure e cereali integrali)
-    Anche se non è collegato all’alimentazione ma è certamente collegato al benessere, fondamentale è l’attività fisica, senza esagerare, specialmente se non si è abituati; sono sufficiente 20 minuti di passeggiata al giorno, specialmente dopo un pasto abondante.
-    Evitare salumi, affettati, fritti, formaggi grassi, alcol, dolci ipercalorici, cioccolato, cibo spazzatura…

Poi non dobbiamo dimenticare che il peso che si prende durante le feste non è mai tutto grasso, ma una grande quota è rappresentato da ritenzione di liquidi dovuta all’eccessivo consumo di carboidrati (panettoni, pandori, cioccolato, torte..) e sodio (patatine fritte, pop corn, salumi, salatini…) liquidi che si perdono abbastanza facilmente appena si ritorna all’alimentazione normale.

- Quali errori occorre evitare (penso ad esempio a digiuni drastici o pasti saltati)?
Pranzi e cene abbondati ricchi di grassi e proteine animali, panettoni, pandori, cioccolatini non si smaltiscono con digiuni drastici o di pasti saltati, anzi il nostro corpo in condizioni di digiuno mette in atto dei meccanismi di difesa per cui è più probabile che perda muscolo piuttosto che tessuto adiposo; per ritrovarsi dopo tanti sacrifici più grassi di prima. Io sconsiglio anche i pasti sostitutivi in quanto ricchi di proteine, coloranti, conservanti, additivi, zuccheri artificiali che andrebbero ad aggiungere tossine in un organismo che ne ha già abbastanza da gestire dopo le abbuffate Natalizie.
Sempre meglio la via della natura tanta verdura, frutta, cereali integrali, legumi, pesce, frutta secca e tanta acqua, lasciando al nostro organismo il giusto tempo per disintossicarsi e ricreare un equilibrio di salute e benessere.


-    La natura può correre in nostro aiuto? Consigli tisane depuranti o the verde da consumare durante la giornata?
Aiutarci con le tisane è un ottima soluzione, specie in inverno dove si è portati a bere meno.
Alla mattina appena svegli si potrebbe bere 1 bicchiere di acqua calda con ½ limone.
A metà mattina e metà pomeriggio in aggiunta agli spuntini si possono bere tisane depuranti, drenanti, dopo pranzo e cena si possono bere tisane digestive ed infine prima di dormire si possono bere tisane rilassanti. Quindi le occasioni per bere non mancano, basta volerlo.

Tisane depurative per perdere peso: le tisane dimagranti  
Le erbe che aiutano a perdere peso sono diverse in base alle con-cause che fanno ingrassare. Ci sono erbe che velocizzano il metabolismo (fucus, tè verde, caffeina di guaranà), erbe che agiscono da sciogli grassi e hanno azione drenante e depurativa (garcinia cambogia, carciofo, cardo mariano) ed erbe che combattono la fame nervosa, come griffonia e rodiola rosea.

Tisane depurative per problemi digestivi
Contro fenomeni da cattiva digestione come pancia gonfia, crampi, dolori di pancia e stomaco, l’ideale è una miscela a base di radice di liquirizia, foglie di ribes nero, radice di altea e foglie di melissa in parti uguali.
Oppure tisana allo zenzero: grattugiare 1-2 cm di radice fresca, estrarne il succo con uno spremi aglio poi sciogliere il succo in acqua calda. Vi si può aggiungere limone, oppure qualsiasi tipo di tisana. Lo zenzero è molto utile anche per stimolare il metabolismo, contro le malattie da raffreddamento e contro il freddo in generale.

Tisane depurative per combattere l’insonnia anche dopo pasti abbondati
Per un sonno migliore, l’ideale è una miscela di tiglio, camomilla, biancospino e passiflora.

I lassativi possono essere una soluzione per dimagrire?
Utilizzare i lassativi per dimagrire è una convinzione sbagliata, i lassativi non fanno dimagrire perché agiscono quando tutte le calorie degli alimenti sono già state assorbite dall’organismo, e hanno l’effetto collaterale di irritare la mucosa intestinale. Meglio aumentare il consumo di  fibre, anche sotto forma di cereali integrali, in chicco e verdure ricche in fibre.

21/04/2015, 17:52

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Mio-articolo-su-Il-Tempo’-venerdì-21--Novembre--2014


 Il chiacchierato film Hungry hearts ha portato al cinema per la prima volta lo stile vegan. In che cosa consiste il veganesimo?



Vegano o vegetariano sono sinonimi. 
Bisogna innanzitutto distinguere il pensiero filosofico del Veganesimo dall’alimentazione Vegan. In quanto il pensiero filosofico non implica solo l’eliminazione dalla propria alimentazione di cibi animali ma ha anche lo scopo di non partecipare allo sfruttamento, l’uccisione e alla sperimentazione sugli animali, alla caccia e così via. Un vegano etico pertanto rifiuta l’idea che l’uomo abbia il diritto di disporre della vita degli altri animali come meglio crede, quindi rifiuta il consumo di ogni tipo di carne (compresa la carne delle creature marine, ovvero pesce, crostacei e molluschi), latte e derivati, uova, miele e altri prodotti delle api, anche quando presenti in forma di ingredienti in altri alimenti, come prodotti da forno preparati con strutto, pasta all’uovo o brodo di carne. Un vegano etico inoltre indossa solo capi in fibre vegetali e sintetiche, usa cosmetici e prodotti per la pulizia della casa non testati su animali e possibilmente privi di ingredienti di origine animale e in generale evita l’acquisto di altre merci con parti animali (come divani in pelle, tappeti in pelliccia, ornamenti in avorio, oggetti in osso, pennelli in pelo animale, ecc.).Invece Il Veganesimo come lo intende invece la maggior parte delle persone è riferito solo all’eliminazione dalla propria alimentazione di qualsiasi tipo di cibo animale (carne, pesce, uova, latte e tutti i loro derivati come formaggio e burro.....). Le proteine vengono quindi introdotte solo attraverso cibi vegetali (cereali, legumi, frutta, verdura, semi oleosi e frutta secca).

Un’alimentazione vegana è sana per il nostro organismo? 
Il veganesimo come tutti gli estremismi a mio parere è una forzatura della natura, anche perché essere vegano e sano è molto più difficile che essere un onnivoro sano in quanto per introdurre tutti i nutrienti necessari attraverso cibi esclusivamente vegetali bisogna porre molta attenzione sia alle quantità che alla qualità del cibo.Ad esempio per introdurre 1 g di proteine si devono introdurre o 100 g di frutta o 50 g di verdura o 7,5 g di cereali integrali o 5,8 g di frutta secca o 4,3 g di legumi secchi. Il fabbisogno di proteine varia da 0,5 a 1 g di proteine per kg di peso corporeo. Ma attenzione le proteine vegetali non contengono tutti gli aminoacidi nelle proteine animali.Se la natura ci avesse fatto vegani non dovremmo stare attenti ad alcuni nutrienti che l’organismo non riesce a sintetizzare da solo e che troviamo solo nei cibi animali (ad esempio la Vitamina B12, anche se gli assertori di questo tipo di alimentazione riferiscono che nell’antichità l’uomo era in grado di sintetizzare nel nostro intestino tale vitamina come oggi ancora succede per la vitamina K) ma il fatto è che oggi il nostro intestino non è più in grado di sintetizzarla.Le 2 più prestigiose associazioni di nutrizionisti al mondo, l’American Dietetic Association ed i Dietitians of Canada, affermano che le diete vegetariane correttamente bilanciate sono salutari ed adeguate dal punto di vista nutrizionale. Una dieta vegetariana, intesa come latto- ovo-vegetariana, è in grado di soddisfare le raccomandazioni correnti per i nutrienti chiave per i vegetariani, compresi le proteine, il ferro, lo zinco, il calcio, la vitamina D, la riboflavina, la vitamina B12, la vitamina A, gli acidi grassi omega-3 e lo iodio a patto che si riducano anche i cibi che tolgono nutrienti al corpo come cereali raffinati, bevande gassate e zuccherate, alcolici, sale, zuccheri in genere...Per i latto-ovo-vegetariani l’unica carenza realisticamente ipotizzabile è quella di ferro (che comunque è una carenza molto comune nelle donne in età fertile, indipendentemente dal tipo di dieta seguito).
Solo se la dieta latto-ovo-vegetariana non è bilanciata correttamente è possibile incorrere in qualche carenza alimentare. Vale la pena di sottolineare che queste carenze sono facilmente risolvibili modificando qualche elemento della dieta e che raramente richiedono l’uso di integratori.

Per i vegani è opportuno seguire qualche regola in più. È essenziale introdurre nella propria alimentazione una fonte affidabile di vitamina B12. Perché la carenza di vitamina B12 costituisce l’unico reale rischio per la salute di un’alimentazione vegana, e deve essere conosciuta al fine di poterla prevenire, anche se la sintomatologia clinica necessita di alcuni anni per iniziare a manifestarsi. Va quindi pianificata, al momento della scelta dietetica, anche l’assunzione regolare e continuativa di una fonte affidabile di questa vitamina. Oltre che per gli integratori si può optare anche per il latte di soia o i cereali fortificati con questa vitamina. Per i vegani le possibili ma infrequenti carenze alimentari riguardano ferro, iodio, zinco, calcio e acidi grassi della famiglia omega-3.

Alcuni vegani diventano crudisti: di cosa si stratta? A lungo andare un regime alimentare di quel tipo può comportare delle conseguenze nefaste?
La dieta crudista vegana è costituita da alimenti di origine vegetale non trasformati. I cibi non possono essere esposti a temperature superiori a 40 °C. I piatti tipici di questa dieta comprendono frutta, verdura, noci, semi, cereali e legumi germogliati. È una alimentazione altamente limitante specialmente dal punto di vista conviviale spesso chi sceglie questo tipo di alimentazione appartiene a gruppi specifici con convinzioni molto estremiste.

Il crudismo è una forma ortoressia di alimentazione che promuove il solo impiego di cibi non cotti. Si tratta di una forma semplicistica di approccio salutistico con cui si evidenziano gli svantaggi della cottura dei cibi, senza capirne i vantaggi. I presunti vantaggi salutistici del crudismo non sono mai stati dimostrati scientificamente. Sostanzialmente il crudismo nasce da un’esagerata paura che un’alimentazione non ottimale possa condurre a seri problemi di tipo organico; non a caso, una citazione che i crudisti amano ripetere è tratta da un testo del Mahatma Gandhi (Regime e riforma alimentare): "Per liberarsi da una malattia, occorre sopprimere l’uso del fuoco nella preparazione del pranzo".Come già accennato in precedenza, la dieta crudista è un regime alimentare decisamente sbilanciato (è una dieta iperglicidica) che spinge al consumo di notevoli quantità di frutta e di verdure crude; queste indicazioni costringono il soggetto a sottostare alle inevitabili stagionalità di determinati cibi nonché alla tipologia dei cibi stessi (mangiare patate o rape crude non sembra il massimo... ). Di fatto, in un regime crudista, si ha l’abolizione di tutti gli alimenti industriali e di tutti i prodotti da forno. Inoltre, dal momento che devono essere mangiati crudi per i crudisti onnivori si ha anche una forte limitazione del consumo di carni e pesci.Problemi della dieta crudista possono derivare dalla contaminazione dei cibi da parte di moltissimi microrganismi patogeni quali, per esempio Saalmonella, Escherichia Coli, Clostridium botulinum ecc.. che vengono elimianti con la cottura.Peraltro, se in molti casi è vero che la cottura può ridurre il contenuto vitaminico o quello minerale dei cibi, in altri casi la questione è rovesciata; la cottura dell’uovo, per esempio, elimina l’avidina che, legandosi alla biotina (nota anche come vitamina B8) ne impedisce la biodisponibilità, mentre la cottura dei cereali integrali e dei legumi elimina l’acido fitico che si oppone all’assorbimento di diversi minerale.

A una coppia di genitori vegani o vegetariani consiglierebbe di alimentare il proprio bambino in modo onnivoro oppure no?
Bisogna distinguere tra vegani e vegetariani. Ai primi sconsiglierei in tutti i modi di nutrire il bimbo in modo vegano, mentre una nutrizione vegetariana se ben composta anche per i bimbi più piccoli non comporta deficit di alcun tipo, anche perché di solito chi segue una dieta vegetariana come stile di vita allatta al seno anche fino ai 2-3 anni di vita del bambino.

Vegetariani, vegani o "carnivori": cosa è meglio per il nostro corpo?
Il buon senso deve sempre vincere su tutte le credenze e su tutto quello che ci viene detto. Quindi tutto può andare bene se fatto con buon senso e conoscenza, certo è che se la natura ci avesse fatto vegani una tale alimentazione non dovrebbe causare carenze nutritive che devono essere gestite con integratori creati dall’uomo e non dovrebbe essere il frutto di calcoli precisi ed analisi del sangue per essere sicuri di introdurre ciò che è necessario. In natura l’animale non pensa a quanto e cosa deve mangiare ma semplicemente si nutre in modo istintivo e naturale.Da sempre l’uomo è stato onnivoro e quindi una piccola quantità di proteine animali del giusto tipo non fa assolutamente male.A chi proprio non riesce - o non vuole - rinunciare alla carne, può dare alcuni consigli? Quante volte alla settimana si possono consumare proteine animali?Se non si vuole rinunciare alla carne si deve prima di tutto considerare il tipo di carne perché è molto diverso mangiare salame, pancetta, salsiccia, costine, braciole o carne bianca e tagli di carne rossa magri (filetto o la semplice fettina).Quindi la cosa migliore sarebbe optare per la carne vera e propria e con pochi grassi e lasciare alle occasioni speciali la carne molto grassa. Lavorata industrialmente, gli insaccati e i salumi.Quante volte dipende quindi dalla qualità e dalla quantità in linea di massima si ritiene che 2-3 volte a settimana sia accettabile (considerando 2 di carne bianca e 1 tra insaccati o carne rossa)

Quali le controindicazioni di un’alimentazione troppo ricca di carne?
Tante tantissime dal più comune colesterolo alto, all’acido urico alto, steatosi epatica a patologie più problematiche come molti tipi di tumori dallo stomaco all’intestino retto, patologie cardiovascalori, aterosclerosi, stipsi, artrite, reumatismi, calcoli renali. Assunzione di nitriti, nitrati e nitrosammine prodotti cancerogeni presenti negli insaccati.

Spopolano le diete iperproteiche: quali sono gli effetti più gravi derivanti dal seguire a lungo diete di quel tipo?
Prima di tutto è molto dipendente dal tempo in cui la si segue per brevi periodi (2-4 giorni) nulla fa male ma se protratta per periodi più lunghi può determinare ipercolesterolemia, dolori articolari, intossicazione del fegato, perdita di memoria, difficoltà di concentrazione, stanchezza, debolezza, perdita di capelli e tutti i problemi derivanti da una alimentazione ricca di proteine animali.Tutto questo perché è un tipo di alimentazione totalmente innaturale, ricca di tutti quei nutrienti che portano a patologie come proteine animali, grassi saturi, sale, aromi, coloranti, conservanti, additivi. Troppo ricca di proteine e scarsissima (se non addirittura assenti nei primi periodi) di carboidrati fonte di energia ma più di tutto carente di sali minerali, vitamine, oligoelementi antiossidanti e molti altre sostanze che sono alla base del nostro metabolismo della lotta contro le malattie e quindi alla base del nostro benessere psicofisico.Questo tipo di diete anche se in un primo momento fanno dimagrire quando si torna a una alimentazione normale si ingrassa molto più di prima perché il corpo reagisce a questa eccessiva privazione proteggendosi accumulando grasso per affrontare un’altra eventuale "carestia" perché è così che il corpo sente ogni dieta che facciamo come una carestia, e l’unica cosa che ci protegge dalla malnutrizione di una successiva carestia (dieta) è il grasso che riesce ad accumulare.
Come ultima cosa ma non meno importante è che le persone affrontano questo tipo di alimentazione leggendo un libro senza avere la ben che minima conoscenza dei problemi che possono derivare, di come fare a colmare le eventuali carenze o eccessi, perché si sa che chi scrive un libro tira l’acqua al suo mulino e non parla dei possibili effetti negativi ma solo di quelli positivi, altrimenti che senso avrebbe scrivere quel libro..... 



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Monica Miselli - Nutrizionista
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